L’ultimo dei granata ad arrendersi, Casadei è stato anche uno dei più propositivi nella stracittadina contro la Juventus
La prima frazione contro la Juventus non lasciava intravedere segnali di reazione da parte del Torino, apparso in difficoltà nel contenere il ritmo e la qualità degli avversari. Dopo un avvio combattivo, infatti, la squadra di D’Aversa ha progressivamente perso campo, subendo l’iniziativa della formazione guidata da Spalletti.
Nella ripresa, però, l’ingresso di Casadei ha cambiato volto alla partita dei granata. L’ex Chelsea ha portato intensità, dinamismo e maggiore presenza in mezzo al campo, permettendo al Torino di alzare il baricentro e chiudere la gara in crescendo, ritrovando energia e convinzione dopo un lungo momento di sofferenza.
Il cambio che ha fatto la differenza
Nel corso della stagione D’Aversa ha spesso dimostrato di saper incidere sulle partite con i cambi, riuscendo a modificare l’inerzia delle gare a risultato in corso. Anche contro la Juventus il tecnico granata ha trovato la mossa giusta, inserendo Casadei al posto di Gineitis, apparso ancora lontano dalla miglior condizione al rientro dopo la squalifica. L’impatto dell’ex Chelsea è stato immediato e decisivo. Emblematica l’azione che ha portato al primo gol del Torino: sfruttando tutta la sua fisicità, Casadei ha trovato la rete di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo contro la squadra che, fino a quel momento, aveva subito meno gol da corner in tutto il campionato. Pochi minuti più tardi, ancora da una situazione simile, il centrocampista italiano si è rivelato determinante: il suo primo colpo di testa ha infatti innescato l’azione che ha portato al definitivo pareggio firmato da Adams, confermando quanto il suo ingresso abbia cambiato il volto della partita.
Il centrocampista più prolifico
Pur senza essere stato un titolare fisso nel corso della stagione, Casadei si è rivelato uno dei centrocampisti granata più incisivi in fase offensiva. Nel nuovo anno il classe 2003 ha infatti messo a segno sei reti, diventando il centrocampista più prolifico del Torino nonostante i continui ballottaggi che lo hanno spesso costretto a partire dalla panchina. Numeri e prestazioni che confermano il peso crescente dell’ex Chelsea nelle dinamiche offensive della squadra di D’Aversa.
